L’autunno è la stagione che vede assoluta protagonista la natura: è lei che cambia e si trasforma sotto ai nostri occhi regalandoci spettacoli incredibili.

Tra settembre e novembre, il foliage, la danza delle foglie, dona al nostro sguardo, colori meravigliosi. Ma in questo periodo la natura ci regala anche un altro spettacolo per il nostro cuore e la nostra anima, meno noto ma altrettanto emozionante e suggestivo: la fioritura dello zafferano, con i campi di coltivazione di zafferano, che si colorano di viola e di rosso creando degli scenari inediti e favolistici.

Lo zafferano (Crocus sativus) è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Iridaceae. Le foglie lineari si sviluppano dai bulbi sotterranei e possono raggiungere i 30 centimetri di altezza. La fioritura dello zafferano è caratterizzata da fiori violacei con lunghi stigmi rossi che rappresentano la droga della pianta: i pistilli dello zafferano, aromatici e amarognoli, sono ricchi di carotenoidi e da un piccolo contenuto in oli essenziali e trovano largo impiego in cucina come spezia e in erboristeria. Lo zafferano è infatti usato tradizionalmente per favorire l’appetito e la digestione, come sedativo del sistema nervoso.

La pianta viene coltivata principalmente in Asia minore, ma anche in molti Paesi del Mediterraneo, come la Francia, la Svizzera, e l’Inghilterra. In Italia, le colture più estese si trovano in Abruzzo, Umbria, Sicilia e Sardegna.

Oggi vogliamo portarvi in Abruzzo, dove la fioritura e la raccolta dello zafferano è particolarmente affasciante.

L’Abruzzo é una regione del nostro Paese che regala meraviglie inaspettate in ogni angolo: parchi, coste, spiagge e cittadine che lasciano davvero incantato il visitatore.

E tra i borghi più incredibili d’Abruzzo ce n’è uno davvero particolare: Navelli, uno dei borghi più belli d’Italia, ai piedi del Gran Sasso, conosciuto anche come il “Paese dell’Oro Rosso d’Abruzzo”.

Il borgo di Navelli appare all’improvviso adagiato sul colle, con le sue mille finestre che guardano a valle e sorvegliano silenziosamente la piana: la Piana di Navelli, tra la conca dell’Aquila e quella di Sulmona. Lungo la piana di Navelli, si coltiva lo Zafferano dell’Aquila D.O.P., considerato tra i migliori al mondo.

Pare che il monaco domenicano Santucci, esperto ed appassionato di agricoltura, durante un viaggio in Spagna, si innamorò della piccola pianta e, pensando ai terreni dolci e fertili della sua terra di origine, decise di prenderne qualche bulbo che portò a Navelli nascosti in un ombrello. I bulbi seminati nell’altopiano aquilano trovarono fin da subito clima e terreno ideali e ne scaturì un prodotto di gran lunga superiore a quello coltivato nelle altre nazioni: “l’oro rosso” per quanto è prezioso.  Basta pensare che per ottenerne 1 kg. essiccato, occorre togliere manualmente gli stimmi a circa 200.000 fiori.

La raccolta dello zafferano è un lavoro che si ripete ogni mattina per l’intero periodo della fioritura, tra la fine di ottobre e novembre. La fioritura dipende molto dall’andamento della stagione e si ha ogni giorno, ma non in maniera uniforme: alcuni giorni i fiori sono pochi, soprattutto nei periodi di inizio e di fine dalla raccolta, altri sono invece copiosi e richiedono grandi quantità di manodopera.

Si tratta di un’operazione da svolgere all’alba, prima che il sole si alzi facendo aprire i fiori così gli stimmi mantengono intatte le loro caratteristiche e risulta più agevole sia la raccolta che la successiva fase della “sfioritura”.

Il lavoro viene eseguito completamente a mano. I fiori, raccolti uno ad uno, sono posti in ceste di vimini, dentro le quali sono trasportati fin nelle case, dove vengono conservati ad asciugare su una stuoia al buio prima di essere “sfiorati”.

In autunno, in questa zona, vengono organizzate molte attività come laboratori e assaggi, ma anche semplici passeggiate trekking che partono dall’antico borgo di Navelli per ammirare questi incredibili campi colorati che rendono unico questo altopiano nel cuore dell’Abruzzo.

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