Lago di Resia, Curon Venosta: dalle chiare acque del lago di Resia lungo sei chilometri emerge un campanile romanico, un’immagine pittoresca e romantica, emblema della Val Venosta.

La Val Venosta è un zona molto conosciuta dell’Alto Adige, ricca di escursioni in mezzo alla natura, chiesette arroccate e paesaggi mozzafiato. Il Passo di Resia è sicuramente uno dei punti più belli della valle a sud di Bolzano.

Il Lago di Resia, a Curon Venosta, in Alto Adige, è un luogo unico. Situato nelle vicinanze del Passo Resia, è il bacino d’acqua più grande della provincia di Bolzano nord-occidentale, un bacino artificiale situato a 1.498 metri s.l.m., ma anche una meta ricca di storia, leggende e meraviglie della natura che incuriosiscono e affascinano ogni visitatore, in ogni stagione.

Il Campanile nel lago, simbolo della Val Venosta è a un tempo fiabesco e affascinante. Dall’acqua chiara del lago di Resia, lungo poco più di sei chilometri, e davanti alle maestose montagne della Vallelunga, una delle valli più selvagge e incontaminate dell’arco alpino, emerge solitario un campanile sommerso.

La storia, però, che sta dietro a quest’immagine da cartolina e set cinematografico, “il campanile nel lago” (immortalato nella recente serie Netflix – “Curon”), è molto meno idilliaca. La chiesetta romanica del 14° secolo è muta testimone della costruzione della diga avvenuta subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Un tempo, in questa zona, si trovavano tre laghi alpini: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Negli anni Venti si cominciò a parlare del progetto di una grande diga, che avrebbe sfruttato il bacino naturale della valle, sommergendo il paese di Curon Venosta. I lavori cominciarono nel 1939, ma la guerra interruppe tutto fino al 1949, anno di inaugurazione dell’opera idrica. Ovviamente gli abitanti della zona protestarono, facendo il possibile per fermare il progetto arrivando anche a recarsi in delegazione dal Papa, pur di salvare le proprie case, ma senza successo: l’abitato di Curon e parte di quello di Resia vennero rasi al suolo, fatta eccezione per il campanile della chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al 1357 di Curon, che "sopravvisse" ed ancora oggi svetta sullo specchio d’acqua.  A ricordare il triste passato ed i paesi sommersi rimangono solo i ricordi degli anziani e, appunto, il campanile, l’unico sopravvissuto all’esplosione che demolì i circa 160 edifici. Contrariamente a quanto si crede, sotto il campanile di Curon non c’è nessuna chiesa! La torre campanaria è proprio l’unica sopravvissuta alla distruzione del paese: durante le esplosioni controllate per la distruzione di Curon, il campanile, non crollò, mentre la chiesa ai suoi piedi venne demolita.

La storia attuale del Lago di Resia risale dunque agli anni Cinquanta, a quando, furono appunto completati i lavori della grande diga per la produzione dell’energia idroelettrica che unì due dei tre bacini naturali del Passo Resia: il Lago di Resia e di Curon, il mezzano. Il Lago di San Valentino alla Muta, più a sud, è rimasto invece nel suo stato originario. L’acqua inghiottì per sempre il vecchio paese di Curon Venosta e parte del comune di Resia.

Gli abitanti furono costretti ad emigrare poco lontano, costruendo la nuova Curon Venosta e una nuova vita. Curon Venosta è oggi un comune di circa 2.450 abitanti al confine con l’Austria e la Svizzera. E il lago con il campanile in mezzo un’affascinante destinazione turistica. Da visitare, in paese, il locale Museo Alta Val Venosta, che racconta la storia di Curon e Resia attraverso foto storiche e oggetti di vita contadina.

L’amore degli abitanti di Curon per l’ultimo superstite del vecchio paese è ben visibile dallo stemma scelto dalla cittadina: uno scudo al centro del quale svetta il campanile immerso nell’acqua.

La leggenda narra che, nelle notti d’inverno, quando il lago ghiaccia ed il campanile si può addirittura raggiungere a piedi, si sentano ancora suonare le campane.

Oltre all'affascinante campanile nel lago, l’abbazia di Monte Maria, la pera Pala, il castello di Castelbello, il treno della Val Venosta e la strada del Passo dello Stelvio, sono altri meravigliosi modi in cui la Val Venosta si mostra nelle sue innumerevoli sfaccettature.

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