Panorami unici, speroni di roccia traforati dall’acqua, profondi valloni ombrosi, laghi cristallini, borghi medievali che sfidano la natura, vini che invitano alla convivialità e una cucina di frontiera: tutto questo e altro ancora è la Tuscia Viterbese.

Con il termine Tuscia si intende un vasto territorio che comprende zone di diverse regioni: Lazio, Toscana e Umbria, che convergono nel cuore dell'Etruria, regione storica dell'Italia centrale. Questa, infatti, è anche la terra fulcro della civiltà etrusca, anche se Tuscia è il nome che le venne attribuito tra la fine dell'Impero Romano e l'Alto Medioevo. È attraversata dalla Via Francigena, tocca la costa tirrenica compresa tra Civitavecchia e la Maremma grossetana, e si snoda toccando antichi borghi, arroccati su rupi di tufo, e colline verdeggianti, terreno ideale per uno short break, come anche una vacanza di relax, tra agriturismi e centri termali di lusso.

Oggi vogliamo portarvi nella Tuscia Viterbese, la parte della Tuscia nella provincia di Viterbo, una delle zone più affascinanti del Lazio. Incorniciata da due catene montuose, i monti Cimini e i monti Volsini, la Tuscia Viterbese custodisce due laghi vulcanici, Vico e Bolsena, la pianura della Maremma Laziale e una costa che arriva quasi a toccare l’Argentario. 

Ecco le meraviglie della Tuscia Viterbese, una terra millenaria di antiche storie e tradizioni. 

Si rimane incantati da destinazioni regali come Viterbo, siti come Tarquinia e Tuscania dalla storia millenaria, contemplando i paesaggi soavi di ex vulcani che formano i laghi di Bolsena e di Vico. E poi si possono scoprire luoghi splendidi, come i giardini di Villa Farnese e di Villa Lante della Rovere fino ad arrivare al Parco dei Mostri di Bomarzo, di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana.

Viterbo

Sede pontificia per oltre vent'anni, Viterbo è la Città dei Papi. Il centro storico molto esteso e gli edifici realizzati in peperino, pregiata pietra grigia locale, fanno sì che questa cittadina medievale sia diventata il vero fiore all'occhiello della Tuscia viterbese.

Secondo la leggenda la fondazione di Viterbo è merito di Ercole, al quale sarebbe stato dedicato il tempio che sorgeva sul colle dove oggi si trova la cattedrale di San Lorenzo. Questa antica cittadina di origine etrusca oggi conserva il più vasto centro storico medievale d’Europa, cinto da mura. Viterbo è inoltre conosciuta per il passaggio di una delle più importanti strade dell'antichità, la Cassia, che prenderà più tardi il nome di via Francigena a causa dei viandanti d'oltralpe diretti a Roma.

Impossibile visitare Viterbo senza fare tappa al monumento simbolo della città, il Palazzo dei Papi, massima espressione dell'architettura gotica. Oltre a questo, però, è consigliata una passeggiata nell'antico quartiere San Pellegrino, uno dei più autentici, con case e torri medievali, perfettamente conservato. Molto belle anche la Piazza della Morte e la Cattedrale di San Lorenzo, passando poi per l'attuale piazza del Plebiscito, centro politico della città nel Duecento, dove sorgono il palazzo dei Priori e altri edifici pubblici all'ombra della Torre dell'Orologio.

La Tuscia Viterbese è davvero ricca di borghi affascinanti dove sembra che il tempo si sia fermato.

Villa Lante a Bagnaia 

A pochi chilometri da Viterbo, in una frazione chiamata Bagnaia, si trova Villa Lante, una delle maggiori realizzazioni del Cinquecento italiano. Il progetto della villa è attribuito a Jacopo Barozzi da Vignola. La villa fu costruita su commissione del cardinale Gianfrancesco Gambara tra il 1511 e il 1566, ma conosciuta come villa Lante da quando, nel XVII secolo, passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, I duca di Bomarzo. Villa Lante è costituita da due palazzine gemelle e da uno dei più famosi giardini manieristici d’Italia, adornato con fontane e giochi d’acqua. Tra queste, spettacolare è la fontana del Quadrato o dei Mori a Villa Lante: uno specchio d’acqua che eleganti balaustre suddividono in quattro bacini su cui galleggia una barca con un putto zampillante e al centro un triplice cerchio di vasche culminanti nel gruppo dei quattro mori che reggono lo stemma di Papa Sisto V. Il vero gioiello di Villa Lante, dunque, è il giardino, votato nel 2011 come il parco più bello d’Italia. L’intero giardino è attraversato da un percorso d’acqua che nasce da un trionfo di geometrie disegnate da siepi sempreverdi e statue di peperino, creando bacini e giochi d’acqua intorno alla villa.

Tarquinia

 E’ la città etrusca per eccellenza, testimonianza di un antico popolo e centro turistico di grande rilevanza. Secondo la leggenda, la città fu fondata dall'eroe della mitologia etrusca, Tarconte. Tra i principali punti di interesse, si segnalano il Museo nazionale per l'incredibile quantità di reperti archeologici, ritrovati nei dintorni e risalenti a epoche antiche; la Chiesa di Santa Maria di Castello e quella di San Giacomo, oltre all'elegante Palazzo Vitelleschi, ora sede del Museo nazionale etrusco.
Per chi fosse più interessato a trascorrere del tempo in spiaggia, invece, poco distante da Tarquinia si trova il Tarquinia Lido, centro balneare con molti stabilimenti, negozi, ristoranti.

Tuscania 

Tuscania fu un altro dei principali centri etruschi. Situata sul colle di San Pietro, che sovrasta il fiume Marta, la cittadina conserva il suo aspetto medievale incorniciata dai monti Volsini sullo sfondo. Esplorate le stradine che partono dalla piazza del Duomo. Al Museo Nazionale Tuscanese, nel complesso della chiesa di Santa Maria del Riposo, potrete invece ammirare i numerosi reperti archeologici etruschi. Fuori porta sorgono, poco distanti l’una dall’altra, due importanti chiese romaniche: San Pietro, situata in alto sull’omonimo colle, con un grande rosone e uno splendido pavimento a mosaico, e Santa Maria Maggiore, sulle pendici del colle di San Pietro. 

Civita di Bagnoregio

Uno dei borghi dei più belli d'Italia, Civita di Bagnoregio è immersa nel paesaggio fiabesco della valle dei Calanchi, tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, caratterizzata dall’erosione e dalle frane delle pareti di tufo della sommità del monte su cui poggia. Ecco perché Civita di Bagnoregio è conosciuta come la città che muore.  Non si hanno certezze su quanto tempo ancora resti "da vivere" alla cittadina, ma sicuramente Civita di Bagnoregio è un piccolo capolavoro che, per chi si trova in zona, non è proprio possibile perdere. Tra i monumenti più importanti, si consiglia di visitare il Palazzo Vescovile, la Chiesa di San Donato, il mulino risalente al XVI secolo, e perdersi per gli stretti vicoli del villaggio tardomedievale dove si alternano piazzette, cortili, bifore e portali.

Nell’antica terra degli etruschi troverete tanti altri paesini suggestivi come Calcata, il paese delle streghe ma anche il borgo degli artisti, situato nella valle del Treja, considerato uno dei più incantevoli paesaggi laziali con la folta e impenetrabile vegetazione, con i suoi colori sempre cangianti.

Celleno è il borgo fantasma, arroccato a 350 metri di altezza su uno sperone di tufo nel cuore della Tuscia.

A cavallo tra il Lazio e la Toscana si trova poi il borgo di Acquapendente, su un'altura che domina la valle del fiume Paglia. Non perdete la visita alla Torre dell'Orologio, detta anche del Barbarossa, poiché venne fatta costruire da Enrico IV nel XII secolo e che ormai è completamente distrutta.

Sulla sponda nordorientale del lago di Bolsena, invece, si trova Capodimonte, sul pittoresco promontorio che si protende verso il lago e dominata dalla Rocca dei Farnese che venne fatta costruire nel XV secolo da Pier Luigi Farnese.

Sutri poi era un vero baluardo etrusco oltre che un importante punto di snodo di pellegrini e merci fino al periodo medievale. È un suggestivo borgo situato su un rilievo tufaceo che domina la Cassia, le cui origini risalgono probabilmente all'età del bronzo.

In cima al colle più alto dei monti Volsini, sorge poi Montefiascone, di origine medievale, con il più bel panorama del lago di Bolsena.

Soriano nel Cimino, infine, è il più grande comune tra quelli del comprensorio dei Monti Cimini. Da non perdere il castello Orsini, il palazzo Chigi-Albani con la sua celebre e curiosa fontana, le chiese e, poco distante dal borgo, la Faggeta, dichiarata patrimonio naturale dell'umanità dall'Unesco.

Vitorchiano écollocato a strapiombo su una rupe di roccia magmatica. Il dedalo di viuzze lastricate e l'imponente cinta muraria rendono la cittadina piuttosto pittoresca, conferendole quel fascino tipico dei luoghi poco frequentati. Su Piazza Roma, nucleo del borgo, si affacciano la Chiesa di Sant'Antonio Abate, il Palazzo comunale con la Torre dell'orologio e l'Auditorium nella struttura di un ex monastero.

Caprarola è un piccolo borgo, famoso per la sua struttura urbanistica (caratterizzata da una via centrale, la Via Dritta, da cui partono tutte le stradine consolari), e soprattutto perché custodisce un grande tesoro, il Palazzo Farnese con la monumentale Scala Regia e i giardini all'italiana. Palazzo Farnese è considerato uno dei migliori esempi di dimora di epoca manierista, ed è riconosciuto come uno dei monumenti tardorinascimentali più intriganti d’Europa. Da non perdere la visita dei meravigliosi giardini. Tra questi i Giardini Bassi: due grandi giardini quadrati sopraelevati, detti dell’Estate e dell’Inverno, caratterizzati da riquadri ricavati con siepi di bosso e da varie fontane. I Giardini Alti, invece, sono un altro superbo esempio di giardino all’italiana, raggiungibili attraverso scale e viali immersi nel parco. In questa suggestiva cornice naturale il cui silenzio è rotto solo dallo scrosciare dell’acqua nelle fontane monumentali giungerete all’elegante palazzina che incantò Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica Italiana, che la scelse come residenza estiva.

Il territorio che si estende nei dintorni di Caprarola è un vero e proprio paradiso per i golosi di nocciole: i frutti che nascono da questi boschi di noccioleti sono di altissima qualità, tanto che è stata introdotta la Sagra delle Nocciole, ogni anno a fine agosto, per celebrare questo prodotto di eccellenza.

Per gli amanti del trekking o per chi ha semplicemente voglia di trascorrere qualche ora immerso nella natura, la Tuscia presenta una vasta scelta di laghi e parchi naturali da poter visitare tramite percorsi escursionistici adatti a tutte le età.

Lago di Bolsena 

In provincia di Viterbo si trova inoltre il più grande lago vulcanico d’Europa, quinto per dimensioni in Italia, nella caldera principale del complesso vulcanico Vulsinio. Sulle sue rive e sui crinali dei monti Volsini sorgono numerosi antichi e suggestivi borghi, ricchi di storia, da visitare partendo da Bolsena, la città che ha dato il nome al lago, denominata la “città del miracolo eucaristico”, sulla sponda settentrionale dell’omonimo lago. Esplorate dunque il lago di Bolsena e le sue sponde a piedi, in bicicletta, a cavallo o in barca.

Lago di Vico 

Il lago di Vico, anch’esso di origine vulcanica, vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani, con i suoi 507 metri sul livello del mare. Situato in provincia di Viterbo, il lago è circondato dal complesso montuoso dei monti Cimini, in particolare dal monte Fogliano e dal monte Venere. Il lago dalla forma a ferro di cavallo, considerato il più bello del Lazio, e la cinta montuosa che lo circonda fanno parte della riserva naturale. Le numerose specie arboree come i faggi, gli aceri, le querce, i noccioleti e i castagneti da frutto, contribuiscono alla bellezza del paesaggio in ogni stagione.

DA NON PERDERELE TERME DI VITERBO

Nei dintorni di Viterbo si trovano numerose sorgenti termali conosciute fin dall’antichità, soprannominate le Terme dei Papi, perché in passato erano apprezzate persino da illustri personaggi del mondo cattolico. Tra le tante, la sorgente Bullicame è nota da sempre per le sue proprietà terapeutiche e viene perfino citata da Dante nell’Inferno della Divina Commedia. Poco distanti dalle Terme del Bullicame, si trovano le Terme delle Piscine Carletti, anche queste ad accesso libero. O ancora l'area termale del Bagnaccio, sempre a ingresso gratuito, comprende sia sorgenti ipotermali (23-29° C) che ipertermali (64-66° C). A sud di Viterbo, in località Paliano, invece, si trovano le Terme delle Masse di San Sisto, costituite da due vasche termali di diversa temperatura, un prato dove stendersi al sole e tutti i servizi. Infine, le terme di Stigliano, note per le stufe (getti di vapore provocati dalle sorgenti di acqua calda) delle grotte naturali, ideali soprattutto per chi soffre di malattie respiratorie, artrosi e malattie della pelle. Le terme sono immerse nel verde e in un’atmosfera rilassante.

CURIOSITA’: COSA MANGIARE NELLA TUSCIA VITERBESE

La cucina della Tuscia Viterbese per ragioni storiche, culturali oltre che geografiche riunisce i piatti della tradizione romana, umbra e toscana. Ecco alcuni piatti tipici della Tuscia Viterbese: lombrichelli alla vitorchianese (spaghettoni al pomodoro o al sugo di selvaggina), il fieno di Canepina (pasta sfoglia sottile di solito al sugo), lombrichelli con ragù di cinghiale e spolverata di pecorino, l’abbacchio (l’agnello preparato al forno), i salumi della Tuscia tra cui porchetta, salsiccia, capocollo e pancetta, i pesci di lago tra cui il coregone, l’anguilla o il luccio, la sbroscia (zuppa di pesce, patate e pomodoro, servita su pane raffermo), le zuppe a base di legumi della Tuscia (fagioli di Sutri, lenticchie di Onano, fagiolo solfino viterbese e fagioli del Purgatorio di Gradoli), l’acquacotta (zuppa con pane raffermo, mentuccia e cicoria). Per concludere in dolcezza assaggiate i tozzetti di Viterbo o il pangiallo, dolce tipico natalizio ricco di mandorle, cacao, fichi secchi, nocciole, noci e pinoli.

Seguiteci sabato...vi porteremo ancora nella tuscia laziale, alla scoperta di un luogo davvero magico e misterioso!!!

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